Catturate RIINA !

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Arrestate Riina, Ultimo racconta
Oggi 26.05.2018 su Rai1 l’intervista agli uomini che fecero l’impresa.

ANSA) – ROMA, 25 MAG – Venticinque anni fa a Palermo fu arrestato Totò Riina dal capitano Ultimo e dai suoi uomini dei Reparti operativi speciali dei carabinieri. Come andò quella caccia segreta, durata 6 mesi, iniziata dopo i boati di Capaci e via D’Amelio? Come andò quel giorno cruciale a Palermo e i giorni a seguire? Cosa è accaduto a Ultimo e ai suoi uomini negli anni successivi? Lo raccontano – per la prima volta – i protagonisti di quella impresa, in un una lunga intervista-reportage firmata e realizzata da Pino Corrias e Renato Pezzini per Rai1: ‘Arrestate Riina!’ in onda sabato 26 maggio in seconda serata – dove il capitano ultimo e i suoi uomini raccontano di quando furono incaricati dal Comando di dare la caccia a ‘La belva’, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. In video si si sentiranno parlare solo gli uomini che nel 1993 misero le manette a Totò Riina (le interviste realizzate in località non identificabile con un set dalla scenografia asettica ndr). Sentiremo le voci di #Ultimo, Arciere, Aspide, Omar, Vichingo raccontare e raccontare. Sergio De Caprio, ex Capitano Ultimo, ora colonnello, è allenato a vivere mimetizzato da quando Cosa nostra lo ha condannato a morte. Dal giorno in cui con la sua dozzina di uomini della #Crimor, dopo duecento giorni di indagini, appostamenti e notti insonni bloccarono dentro al traffico di Palermo l’auto su cui viaggiava Totò Riina, il capo dei capi di Cosa nostra, gli spalancarono la portiera, lo sfilarono dal sedile, lo stesero sull’asfalto a faccia in giù, gli dissero “Carabinieri! Sei in arresto” e gli serrarono le manette ai polsi, sigillando l’ultimo giorno di libertà di Riina, dopo 23 anni, 6 mesi e 8 giorni di latitanza.
Era il 15 gennaio 1993. Ore 9,01. Pochi minuti prima i suoi uomini – infilati dentro la Balena, un furgone blu posteggiato sul marciapiede opposto – avevano fotografato la piccola Citroen guidata da Salvatore Biondino, che scivolava con passeggero a bordo in mezzo alle sette auto meticce appostate lungo le vie di accesso al comprensorio di ville di via Bernini 54. Aspettavano quell’auto da quando il pentito Balduccio di Maggio aveva riconosciuto, in una registrazione filmata davanti a quei cancelli, Ninetta Bagarella, la moglie di Riina. Le auto degli investigatori si mettono in scia. Un chilometro di traffico, fino allo slargo del Motel Agip sulla circonvallazione, quando le auto accerchiano la piccola Citroen, e i ragazzi scendono, bloccano, arrestano, e poi filano via, senza luci, senza sgommate, senza sirene, verso l’approdo della Caserma Bonsignore, dove in un minuto si irradia la notizia che allaga le agenzie di stampa, le redazioni, i telegiornali: arrestato Salvatore #Riina, il capo dei corleonesi. Da quella straordinaria vittoria contro la mafia, la vita investigativa di Ultimo e del suo gruppo di uomini invisibili è diventata una salita. C’è stato lo smantellamento della squadra. Arciere è finito a Pinerolo, Vichingo in una stazione di carabinieri ad Alessandria, Aspide a Campobasso, Omar si è congedato. Da venticinque anni vivono nell’ombra, questa è la loro storia.

10 pensieri su “Catturate RIINA !

  1. Non dimenticare che questo é il paese dell’antimafia…..gli onori spettano a loro, i calci nel culo spettano invece a che ha sacrificato la propria vita a dare la caccia agli assassini, questi uomini per l’antimafia di Stato rappresentano solo un pericolo.

  2. L’orario della messa in onda non è certo dei più favorevoli e lo sappiamo.
    Ma se posso dare un consiglio, oggi abbiamo la tecnologia, utilizziamola al meglio. Questo documentario deve arrivare a tutti specialmente alle nuove generazioni. Che imparino a distinguere chi sono i veri Eroi di questo Paese. Diamo loro i mezzi per conoscere che un gruppo di uomini 25 anni fa lavorando in silenzio, nell’ombra con pochi mezzi, pieni di volontà e coraggio, senza chiedere nulla in cambio, hanno portato fatti e non parole. Oggi quella squadra per il volere di qualcuno è stata sciolta e dispersa. Ma il popolo sa riconoscere gli eroi e non li dimentica. Carissimi Ultimo, Arciere Vichingo, Aspide, Omar e tutti gli altri di cui non conosco il nome, a Voi va la mia eterna riconoscenza e affetto.
    E che Dio vi benedica. ❤️

  3. Carabinieri che hanno pagato un pegno carissimo alla loro dedizione al dovere. Vite travolte per le quali possiamo solo manifestare gratitudine e ammirazione di cittadini, consapevoli dei pericolosi tentacoli mafiosi sulla nostra democrazia.

  4. Speriamo ci siano altri giornalisti liberi … che vi facciano raccontare, come mai una squadra come Crimor è stata stata disarticolata ?!

  5. Documento prezioso anche e soprattutto per le nuove generazioni.
    Dimostra la fatica fisica e mentale di un gruppo di uomini uniti da ideali, doti e sensibilità , coordinati da un capitano capace di intuizioni investigative e di condivisione del rischio, assumendosi in prima persona rischi e pericoli.
    Riconosciuto Capo non per le stellette o il grado, ma perché Uomo di valore.

  6. Dovrebbe essere usato come materiale didattico nelle scuole e in tutti i luoghi di formazione. Ha chiarito alcuni passaggi a me fin’ora incomprensibili.
    Che dire se non un immenso grazie?
    Mi piacerebbe pubblicarlo sulla mia pagina fb (posso?), non che io sia molto seguita, non sono persona pubblica e poi sono per il “pochi ma buoni” (ovviamente secondo criteri strettamente personali). Vorrei lo vedessero piú persone possibili, vorrei fosse tradotto in altre lingue. Non aspetto: lo pubblico ( e per sorridere un po : mi dicono sempre che non avrei mai potuto essere un militare avrei passato la vita in cella di rigore…mi sa che hanno ragione)
    Il popolo, la gente ha estremo bisogno di persone come Voi.
    Ancora grazie.
    Geo

  7. Pubblicare il filmato su Facebook è un’ottima idea.
    Grazie , Colonnello ! Ci eviterà di combattere con il sonno, come molti hanno fatto domenica, per conoscere la vostra impresa.
    Così, la potremo sempre rivedere e far conoscere .

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