Il coraggio e la viltà

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 Coraggio (dal latino   cor, cordis cuore e dal verbo habere avere: ho cuore  e dal verbo Agére   agire : agire col cuore) forza d’animo nell’affrontare il pericolo, nell’intraprendere azioni difficili, nel sopportare con serenità dolori e sacrifici.

Vile: dal latino vilis ‘di basso prezzo, spregevole, di condizione inferiore’. Chi manca di coraggio, evitando ogni difficoltà o pericolo o anche subendo passivamente sopraffazioni e prepotenze dai più forti, mentre può mostrarsi prepotente con i più deboli.

Codardo: che fugge per paura davanti a un pericolo, a un rischio, venendo meno al proprio dovere. 

 

Parliamo del coraggio dei combattenti, dei mendicanti, dei carabinieri deportati e alienati,  violando ogni dignità, calpestando ogni principio di diritto, senza  neanche un  minimo cenno di rispetto per la loro vita umana e professionale.

Parliamo della  viltà di chi ha eseguito rappresaglie, ritorsioni, persecuzioni,  senza alcun motivo reale, senza alcun motivo razionale, solo il pregiudizio, il razzismo cresciuto sul principio di una  pretestuosa  Lesa Maestà.  E’ la tirannia di un tiranno ex tiranno,  solo e disperato, che ora vaga nelle proprie rovine guardandosi dalle congiure dei suoi stessi servi più avidi di potere e privilegio.

Eppure ci chiediamo perchè nessuno ha combattuto per i suoi soldati, perchè nessuno combatte per la dignità dei suoi #carabinieri. E’ mancato lo spirito di corpo, è mancato lo spirito che unisce i combattenti e li rende fratelli nelle battaglie, ognuno con il suo grado. Forse sono mancati i comandanti, è il tempo dei dirigenti e dei funzionari. Peccato, abbiamo nostalgia dei comandanti, li portiamo ancora nel cuore, come la Fiamma, come la Fede nell’ Arma, nei comandanti di Stazione, forse gli unici rimasti a dare dignità, a dare l’ esempio.  

Eppure guardiamo negli occhi i giovani carabinieri, i giovani tenenti, e troviamo nel cuore la forza di sempre, il coraggio di sempre, per andare avanti a testa alta, contro il nemico di sempre, contro gli sciacalli di sempre, senza paura, tenendoci per mano, ognuno col suo grado, come combattenti, come carabinieri, come fratelli

6 pensieri su “Il coraggio e la viltà

  1. Il coraggio per i sani e vecchi principi . Ribellandosi anche ai superiori ,come ha fatto lei .Gli esempi purtroppo oggi scarseggiano,tranne qualche rarità ..,….

  2. Questa riflessione che tocca nel profondo andrebbe letta nelle scuole perché i ragazzi possano coglierne l’esempio e capire la differenza che distingue gli uomini dai buffoni.

  3. Troppo ci sarebbe da scrivere sulle responsabilitá dei comandanti.
    Troppo ci fa male vedere come lo Spirito di Corpo, l’orgoglio di essere baluardi contro l’ingiustizia , ha lasciato il campo agli impiegati in divisa, ma in quei giovani carabinieri in quei giovani tenenti é affidato il sacro ricordo dei nostri eroi,che nessun comandante potrá mai cancellare.

  4. “Forse sono mancati i comandanti, è il tempo dei dirigenti e dei funzionari.”
    Pienamente in accordo. Purtroppo viviamo in un tempo in cui va avanti chi si piega ai compromessi. Ma la speranza è che ancora bruci nel cuore quello che si chiama Amor Proprio, che ci spinge a difendere ciò in cui crediamo senza abbassare la testa davanti ai vili.

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