docta ignorantia

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docta ignorantia ‹… in’orànzia› (lat. «dotta ignoranza»). – Espressione che risale a s. Agostino, ma resa celebre dall’opera De docta ignorantia di Nicolò Cusano (1401-1464), la quale indica la posizione dell’intelletto umano di fronte a Dio: l’intelletto umano, in quanto finito, non può dir nulla di Dio, che è l’assoluto e l’infinito, se non per via negativa, negando cioè di lui ogni attributo e riconoscendo di potersi avvicinare all’Assoluto solo sapendo di non sapere (ignorantia quindi, ma docta perché si pone al di là e al di sopra di ogni più completo conoscere umano). La frase è talora ripetuta con senso estens., a proposito di qualsiasi affermazione d’ignoranza fatta per riconoscere, con saggia modestia, i limiti della conoscenza dell’uomo.

E noi siamo fieri della nostra ignoranza, della nostra semplicità derisa, umiliata, calpestata. Siamo fieri della nostra ignoranza di fronte a questi raffinati che distruggono la comunità, che distruggono e manipolano la fratellanza dei popoli, la fratellanza delle case popolari che si unirono accanto a Enrico Toti, a Salvo D’Acquisto, al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, al sub comandante Marcos, a Francesco di Assisi.  Noi siamo  fieri, orgogliosi della derisione, dell’ ignoranza che crea sopravvivenza che cerca uguaglianza che sogna disperatamente la fratellanza. Con Gesù, con chi non crede, con chi non ha niente, con chi ha molto. in Semplicità. #capitanoultimo #preghierazione #mutuosoccorso

3 pensieri su “docta ignorantia

  1. davanti a DIO la parola ignoranza e giusta; ma per il presente si puo migliorare dipende se e in senso literario o si pone come potere :ex; un essere umano che ha tanti soldi e potere non arriva a capire la dificoltta di altri esseri umani con dificolta ho altre necesita (diritti ect,) in qualche t modo e ignoranza; ho oposto essere povero e non avere piacere di lavorare. ho sbagliare a scrivere.

  2. “impara e dimentica”! Come dice un detto è fondamentale per non rimanere imprigionati in un’abitudine, in una forma… in qualcosa che abbiamo creato e ci rende prigionieri. Ricordarsi sempre da dove si proviene e quale è la strada percorsa sinora, rimanendo puri come fanciulli e amando i nostri fratelli come Dio ci ha indicato. L’eccesso crea sempre povertà e disuguaglianza.
    Pace e bene.

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