Le domande di un carabiniere

Dopo tanti anni buttati sulla strada, dopo una vita donata alla strada,  ci vengono in faccia, come freccie molte domande. Non avremmo voluto, ma abbiamo il dovere di chiederci alcune cose.

Perchè abbiamo lasciato le nostre case quando eravamo ragazzi?

Perchè abbiamo trascurato i nostri affetti più cari, perchè abbiamo trascurato, abbandonato, i  nostri genitori i nostri fratelli, i nostri amici più cari? Perchè abbiamo rinunciato a noi stessi? Perchè abbiamo sacrificato i nostri figli, obbligandoli a seguirci nelle mille battaglie , nei mille trasferimenti? Perchè? Per chi?

La risposta è semplice, chiara , inevitabile: per la nostra amata Patria, per il nostro amato Popolo, per la nostra amatissima Arma dei carabinieri, per la nostra sacra Bandiera.

Per i mendicanti, per gli emarginati, per i disoccupati, per i violentati, per i discriminati. E oggi, da emarginati, da discriminati, da perseguitati, ci chiediamo perchè, perchè il nostro amore viene calpestato, perchè il nostro amore viene deriso, perchè il nostro amore viene nascosto, perchè il nostro amore viene manipolato, nel nome del nepotismo più clamoroso, nel nome delle lobby che truccano le banche e affamano il popolo.
Ci chiediamo cosa vuol dire oggi vivere da carabiniere, da soldato, da combattente del popolo e mai della lobby di turno, della “famiglia di turno, del partitino di turno.
Noi rimaniamo aggrappati
coi denti, con la rabbia per resistere, alla Bandiera, alla Costituzione, all’ Arma,  e ci rendiamo conto di essere in pochi, di essere isolati, emarginati, discriminati, delegittimati.
E’ il tempo di riunire
quello che è stato diviso, di ricostruire quello che è stato abbattuto: la nostra comunità, la nostra identità, di Popolo delle famiglie, di comunità, di italiani semplici, generosi, solidali, che vivono e che combattono nel nome dell’ uguaglianza e della fratellanza.
ultimo
(
non vuole esistere)

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7 pensieri su “Le domande di un carabiniere

  1. ESSERE CARABINIERE PER ME È UN MOTIVO DI ORGOGLIO POICHÉ NEL MIO PICCOLO HO CERCATO DI DARE UN CALCIO ALLE INGIUSTIZIE SUBITE DAI PIÙ DEBOLI…..

  2. Per me essere carabiniere non è solo indossare una divisa, ma un modo di vivere. Per questo io pur non essendo un carabiniere, mi sento e vivo da carabiniere.

  3. Alla scuola allievi, il mio comandante di compagnia, un vecchio Maresciallo Maggiore, diceva: avete gli Alamari stampati a fuoco sul petto, siete e sarete sempre Carabinieri, al servizio dei piú deboli e degli indifesi, dovete sacrificare la vostra vita per difenderli.

  4. Pensieri che condivido : ……..” La ribellione alle ingiustizie dovrebbe caratterizzare tutti coloro che si ritengono civili. Si può essere più o meno combattivi, ma nessuno può ritenersi libero dall’impegno di costruire una società più vivibile. Un  concetto banale e sbandierato ovunque, questo, ma quanti sono disponibili a sporcarsi davvero le mani?
    Apparentemente tutti chiedono giustizia. Sì, ma per se stessi. Non riusciamo a capire che non esistono cose che non ci riguardano: il male compiuto ci tocca sempre, anche quando appare lontanissimo. E’ proprio la nostra indifferenza a spingere tanti alle malefatte. Per diminuire drasticamente i soprusi basterebbe che la cosiddetta “brava gente” si rendesse conto che il male fatto a uno è fatto a tutti.
    La prepotenza si accanisce sul debole, e prende piede quando nessuno si ribella.
    Non possiamo reclamare giustizia per noi stessi se, per quieto vivere, ci rifiutiamo di difendere chi è vittima di angherie.
    E se il dubbio di sbagliare mette dei freni, bisognerebbe ricordarsi che anche il solo combattere porta beneficio, indipendentemente dal risultato.
     
    Talvolta chi vorremmo difendere non è capace di accettare il nostro intervento, e i dubbi vengono anche da questo. Ma il prepotente perderà comunque un po’ della sua spavalderia, nel rendersi conto che il debole non è solo, e il confronto si sposterà su un altro piano. Ovvio che non sempre i nostri gesti avranno l’esito sperato, ma già il cercare di fare giustizia smuoverà le cose. Se tutti coloro che si ritengono giusti lo dimostrassero con tentativi concreti, pur sapendo che in molti casi andranno a vuoto, vivremmo in un mondo migliore. Perché le ingiustizie nascono dalla prepotenza non combattuta.””

  5. Sii sempre te stesso e fai sempre quel che ti senti di fare : poi solo Dio dovrà Giudicare a 360° ognuno di noi sia in questa vita che nella Altra ! Onori Immensi a Te Ultimo ……….

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