Lupara bianca

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Lupara bianca è una locuzione di origine giornalistica per indicare un omicidio di mafia che prevede l’occultamento del corpo di una persona assassinata.

Fa riferimento alla lupara in quanto arma da fuoco tradizionalmente associata ad organizzazioni criminali di stampo mafioso. Viene in particolare utilizzato per indicare tale modalità di eliminazione da parte di Cosa Nostra.

Sistemi propri dell’eliminazione da ascriversi alla “lupara bianca” sono il seppellire i corpi nella campagna, in luoghi poco frequentati per renderne difficile il ritrovamento, oppure di gettare il cadavere in un pilastro di edifici in costruzione e coprendolo con una colata di calcestruzzo o di scioglierlo nell’acido sbarazzandosi successivamente dei resti (questa pratica era principalmente usata dai clan dei Corleonesi di Salvatore Riina), oppure di appesantirlo per gettarlo sul fondo di paludi o acquitrini.

La tecnica si è evoluta negli ultimi  anni, e viene usata dai gruppi di potere, dalle lobby e da illustri personaggi che  affamano il popolo, contro le persone che costituiscono ostacolo al raggiungimento dei loro fini. Quelli che rappresentano un ostacolo vengono delegittimati, isolati e dispersi nei meandri delle amministrazioni fino a farli  sparire, scomparire, morire senza spargimento di sangue; esattamente come una lupara bianca. Criminale chi uccide, criminale chi ordina di uccidere e criminali quelli che osservano tutto senza fare niente, senza dire niente.

Nel vuoto, nel nulla, dove ci fate sopravvivere, guardiamo le stelle e siamo fieri di sentirci ancora una volta  uomini liberi,  combattenti umili,  mai vostri sudditi, mai vostri schiavi, sempre e soltanto servitori della Bandiera, sempre e soltanto servitori del Popolo.

Tenetevi la vostra e-ver-sio-ne, tenetevi le vostre banche truccate e tutte  le vostre ingiustizie.

 

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